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L’alba dell’uomo (l’alba della matematica)

10 Apr

L’ALBA DELL’UOMO (L’ALBA DELLA MATEMATICA)

 

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E’ l’alba dell’uomo, forse un milione di anni fa, forse di più: un tempo inimmaginabile confrontato alla nostra vita, ma solo un bruscolino, un batter di ciglia confronto all’età dell’universo.
Anzi: l’alba ha ancora da venire e l’uomo altro non è che una scimmia.
Un altro battere di ciglia e la scimmia ha cominciato a camminare eretta, modificando anche il proprio corpo: si è spostata l’inserzione della spina dorsale nel cranio, che non è più rettilinea, ma ad angolo quasi retto e si sono sviluppati i glutei, che sono i muscoli che consentono di stare diritti (un po’ come i tiranti che, in una barca a vela, tengono in piedi l’albero maestro); poi si è un po’ ingrossato il cervello e la scimmia ha perso parte del suo pelo.
Passa il tempo e la scimmia evoluta impara ad usare gli attrezzi che trova (non ancora a costruirli, perciò è scimmia e non uomo): bastoncini da infilare negli alveari per rubare il miele, rami spezzati per raccogliere frutti altrimenti troppo in alto, ma anche per difendersi o per attaccare i nemici.
Altro battere di ciglia; l’ominide, ora quasi glabro, vive in società, combatte contro gli altri gruppi di suoi simili o contro le belve usando bastoni, ossa di animali e sassi.
Poi, un giorno, lanciando una pietra verso un animale feroce, questa si scheggia contro una roccia: il nostro ominide, chiamiamolo Adam, la raccoglie e la lancia di nuovo e, questa volta coglie il bersaglio, ma il sasso lacera la pelle dell’animale.
Adam raccoglie la sua nuova arma, la tocca e sente che taglia (forse si ferisce anche), quindi ha scoperto che un sasso che viene ne viene colpito da un altro diventa tagliente: da questo momento Adam ha scoperto come costruirsi gli strumenti; da questo momento è un uomo!
Passa il tempo e il nostro Adam, o i suoi figli, hanno una vasta gamma di attrezzi: hanno legato sassi, precedentemente scheggiati, su bastoni lunghi, ottenendo lance, o corti, ottenendo frecce, sassi più grossi sono divenuti coltelli, mentre quelli più piccoli, raschiatoi per conciare le pelli.
Certamente un fulmine caduto su un tronco gli ha fatto scoprire il fuoco che illumina, scalda, tiene lontane le belve e, forse, un giorno avrà anche altri usi che lui ancora non sa.
Altro battito di ciglia, durante il quale Adam (non necessariamente quello originale) ha appreso ad associare agli oggetti dei suoni, scoprendo il linguaggio.
Forse un giorno gli è poi caduto un certo sasso speciale nel fuoco e da questo è colato del metallo e, così, ha scoperto casualmente anche il ferro, il bronzo, il rame eccetera.
Gli uomini, oramai privi di peli, tranne che sul capo e in altre piccole zone, ma coperti dalle pelli degli animali uccisi, si sono specializzati: c’è chi caccia, chi raccoglie frutta, chi pesca con ami fatti di piccole ossa o di spine, mentre le donne cucinano e conciano le pelli (forse anche della carne è caduta nel fuoco, e l’uomo ha scoperto che diventa più tenera e buona); l’uomo baratta pesci con frutta, carne con indumenti di pelle e pelo, ma per la natura umana, probabilmente, fino da allora ognuno cercava di imbrogliare gli altri e allora si usa confrontare ciò che si scambia: tanti pesci per tanti frutti. Il confronto è il primo concetto di matematica.
Poi, ad ogni singolo pezzo si dà un suono, che ne indica il numero (noi li chiamiamo uno, due, tre eccetera, gli inglesi one, two, three … non sappiamo quale fosse la lingua di Adam).
Siamo oramai vicini: messi un gruppo e poi un altro, si contano consecutivamente ECCO, contare consecutivamente vuol dire sommare e la somma E’ la matematica.
Poi tutto viene da sé: più l’uomo scopre, più si evolve e più si evolve e più scopre: scopre che sommare gruppi con un uguale numero di oggetti si può fare con un’operazione più semplice, la moltiplicazione, che non è una nuova operazione, ma una somma semplificata, poi che se si conta a decrescere si fa una sottrazione, che l’inverso del moltiplicare è il dividere eccetera; molti battiti di ciglia ed arriviamo ai Greci, alla geometria, alla matematica superiore, alla fisica, ma tutte queste non sono invenzioni, ma leggi esistenti in natura, solo che c’è chi le ha sapute osservare e descrivere e mettere a disposizione degli altri. Newton vide cadere una mela e gli venne il bernoccolo della fisica!
Scherzi a parte: per noi è naturale che un oggetto cada, lui si è chiesto perché non resta sospeso ed ha scoperto che ESISTE una forza, che lui ha chiamato di gravità, e l’ha messa a disposizione degli altri.
Grazie ai pesci di Adam, e alle mele di Newton oggi abbiamo i computer e i razzi (e l’inquinamento, ma questa è tutta un’altra storia!).

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Pubblicato da su aprile 10, 2016 in Uncategorized

 

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