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LA VIGILIA DI OGNISSANTI

14 Apr

La vigilia di Ognissanti…

 

La vigilia di Ognissanti
han paura tutti quanti…

indexbbE’ la vigilia di Ognissanti. E’ Halloween, la notte delle streghe.

Nel piccolo paese, però, tutto è tranquillo, tutto tace, la gente dorme.

Nelle città le discoteche sono affollate, così come ogni altro locale aperto fino a tardi.

Nelle ville si tengono feste mascherate. Dall’altra parte dell’oceano i bambini, con costumi ispirati alla festa, girano di casa in casa ripetendo: ”Dolcetto o scherzetto?”.

La vigilia di Ognissanti

E’ la notte delle streghe

han paura tutti quanti…

ma nessuno, ormai, ha più paura.

Nel paesino, dove tutto è silenzio e la gente già dorme da un pezzo, un’ombra si aggira per i campi.

Già, lui evita le strade, evita la luce, evita le persone e quelle che lo incontrano…beh!

Lui è pazzo, è un alcolizzato.

Ed è anche un assassino.

Due notti prima ha sgozzato un vagabondo per rubargli pochi centesimi e mezza bottiglia di liquore cattivo.All-Hollows’-Eve-trailer-senza-censure-e-locandina-dellhorror-con-clown-assassino-2

Nessuno si è accorto di nulla: il cadavere è finito nella palude limacciosa e il vagabondo non aveva nessuno, nessuno che lo cercherà mai, nessuno che ne denuncerà la scomparsa.

L’uomo è solo un’ombra nell’ombra, e per fortuna! il suo aspetto non è migliore della sua anima nera.

E’ calvo, senza sopracciglia, né altri peli in nessuna parte del corpo. La pelle tirata sul cranio, sugli zigomi, sul volto, lo fa sembrare un teschio ricoperto pietosamente di pelle brunastra e sporca.

E’ alto, molto alto, magro da sembrare uno scheletro sotto il teschio ripugnante.
Indossa un cappellaccio rubato ad uno spaventapasseri, ma lui spaventerebbe altro che i passeri! Chi lo incontrasse stanotte lo scambierebbe per il partecipante ad una festa mascherata: è Halloween, la notte delle streghe.

Ma chi lo incontrasse stanotte, probabilmente, non lo potrebbe raccontare a nessuno, perché sarebbe la sua ultima notte.
Il vagabondo non è stato la sua prima vittima e, nelle sue intenzioni, non sarà l’ultima.

Non ricorda neppure più lui quante persone ha ucciso: non lo ricorda perché non ha rimorsi; non ha rimorsi, perché non ha un cuore.

indexCi fu il piccolo arabo che chiedeva la carità, violentato e bruciato ancora vivo.

Poi, ancora, un paio di prostitute, una lunga serie di senzatetto e africani clandestini, perfino una neonata nomade squartata in un tentativo di violenza.

E fuoco, fiumi, paludi hanno ingoiato i suoi misfatti.

Cosa cerca nel paese che dorme? Cibo, denaro, sangue, nuove vittime.

Gli piace rubare, gli piace fare del male, gli piace uccidere.

E’ la festa delle streghe, nella campagna addormentata qualche cane abbaia, ma nessuno lo ascolta.

L’uomo attraversa i campi e gli orti, calpestando ciò che la fatica di altri ha creato.

Ha appena ucciso con un calcio un povero gatto vecchio e malato: forse gli ha fatto un favore.

Nel campo che costeggia la strada, dopo la curva che gira attorno alla chiesa, troneggiano diverse magnifiche zucche enormi, vero simbolo della festa.

Metri di viticci si intrecciano nel campo, formando un reticolato strisciante che porta alle zucche acqua e nutrimento.

Anche se il lampione più vicino è ad alcune decine di metri, l’uomo le vede: sul suo volto appare un ghigno cattivo.images555

Ora andrà a distruggerle.

Si avventura in mezzo al campo, ma, ad un tratto, le zucche sembrano svegliarsi. Come in un film proiettato a velocità

raddoppiata, i loro viticci riprendono a crescere a vista d’occhio, strisciano verso l’uomo e gli afferrano le caviglie.

Lui bestemmia, cerca di scalciare, ma poi cade a terra.

Le piante continuano a crescere, lo legano, lo immobilizzano.

Giunte alla gola lo soffocano e poi gli strisciano nelle narici e in gola.

Migliaia di piccole dita cominciano a succhiare da lui la linfa, il sangue, ogni sostanza, così come sono abituate a succhiare l’acqua dal terreno.

imagesbbEd alla fine avranno risucchiato da lui anche tutto il male che il suo corpo e la sua mente ripugnanti contenevano.

La sua morte è atroce, ma nulla in confronto alle sofferenze che, in passato, ha inferto alle sue vittime.

Prima dell’alba di lui non rimarrà altro che polvere di ossa della quale nessuno si accorgerà mai.

Nessuno lo cercherà, nessuno lo rimpiangerà. Lui non aveva neppure un nome, lui era solo il male.

La vigilia di Ognissanti
han paura tutti quanti…

E’ Halloween, la notte delle streghe. La gente nelle città fa baldoria; le streghe festeggiano la loro ricorrenza e questa notte si sono fatte un regalo, hanno fatto un regalo a tutti gli umani.

Forse anche loro hanno avuto un poco di compassione.

Perfino le streghe hanno avuto orrore di tanto male.

Ora le loro zucche sono ritornate a dormire, in attesa di ordini dalle loro padrone.

E’ la vigilia di Ognissanti, ma forse stanotte c’è un po’ meno paura.

zucca_gigante_incisa

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Pubblicato da su aprile 14, 2015 in Racconti

 

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