RSS

DUEMILACENTOSETTANTA A.D. – PRIMO CAPITOLO

11 Mar

1 – I due mondi

Il polìce era di guardia da solo al reticolato che divideva la città delle case dalla zona delle discariche; era da solo contro ogni regolamento e buon senso, quando vide un’ombra minuta, un bambino, infilarsi nel pertugio fra due cataste di lamiere per rientrare fra i mucchi di detriti.
Avrebbe potuto ignorarlo, ma si lanciò al suo inseguimento e non tanto perché il ragazzino aveva contravvenuto alla legge uscendo dalla zona a lui riservata, ma soprattutto perché aveva voglia di carne fresca: le donne erano oramai disponibili solo nei bordelli, almeno quelle in grado di fartelo rizzare e lui era da troppo tempo che trascorreva serate romantiche solo in compagnia della propria mano ed un culetto tenero, tenero, poteva essere una splendida alternativa.
Il suo compagno di pattuglia, uno con le palle, uno che sapeva arrangiarsi anche contravvenendo, a volte, alla legge, lui sì che poteva permetterselo di andare al bordello: lui faceva furtarelli, piccole corruzioni, se era il caso chiudeva un occhio, se ne poteva ricavare un tornaconto e se ne fregava del regolamento e difatti gli aveva chiesto di coprirlo nella sorveglianza ai reticolati, tanto non succedeva quasi mai nulla.
A fatica l’uomo si introdusse nel buco fra le lamiere arrugginite che minacciavano qualsiasi tipo di malattie: lui non aveva certo la corporatura di un bambino, ma contorcendosi come uno scorpione circondato dal fuoco, riuscì ad entrare.
Individuò il bambino, otto, forse nove anni, che lo fissava paralizzato dalla paura o magari dalla sorpresa: era sporco, probabilmente malato, ma la carne è carne ed oramai nessuno poteva più permettersi di essere schizzinoso davanti alla prospettiva di una serata di sesso.
Sorrise al bambino, mostrando una bocca quasi totalmente priva di denti, ma non era un sorriso di simpatia, bensì di bramosità, di lussuria deviata; d’un tratto sentì un ringhio miagolato, come di un cucciolo, alla propria destra: un altro bambino più piccolo arrivava velocissimo correndo su gambe e braccia, con i dentini esposti e uno sguardo spento, uno dei “danneggiati”, sicuramente.
Il police estrasse la sua arma, una specie di vecchia roncola arrugginita, ma il nuovo arrivato spiccò un balzo e lo azzannò alla mano prima che potesse anche solo pensare di usare l’arma, lasciandogli un paio di dentini da latte conficcati fra pollice ed indice, dove fa più male.
Il bambino più grande, quello che avrebbe dovuto essere la sua preda e il suo divertimento di una sera, ne approfittò e gli balzò alla gola, trovando subito per istinto il punto dove il sangue pulsava e la squarciò.
Il polìce morì in pochi secondi, perdendo completamente il poco sangue che possedeva, poi, ad un richiamo della sua vittima mancata, spuntarono altri bambini, lo afferrarono e lo trascinarono lontano, quindi lo seppellirono sotto vecchie lamiere marce: a farlo sparire del tutto ci avrebbero pensato topi ed insetti che brulicavano là sotto.
Il primo bambino che lo aveva aggredito, il danneggiato, nonché fratello di quello bramato dal polìce, aveva pianto un poco per i dentini persi e per il sangue fuoruscito, poi si era sdraiato lì, per terra, su di un fianco, in posizione fetale e si era addormentato con il pollice in bocca.

… continua.

Questo è il primo capitolo del romanzo: “Duemilacentosettanta A.D.”; chi fosse incuriosito e volesse leggere il seguito può ordinare il libro (cartaceo, un libro vero che si può anche regalare) tramite messaggio personale su Facebook al prezzo di 9 euro più due di imballo e spedizione, pagamento tramite poste pay o con soldi in una busta.
Per stamparlo ho bisogno di un certo numero di prenotazioni, poi se arriverò al target si perfezionerà l’accordo, per ora chiedo solo la disponibilità all’acquisto.
Oramai gli editori vogliono guadagnare solo sugli autori, non sui lettori, per cui chiedono migliaia di euro di contributi, quindi l’unico modo per continuare a scrivere e pubblicare è questo.
Se vi piace ciò che scrivo e come lo scrivo, sostenetemi.
Grazie

Breve sinossi. Due mondi distinti, quindi e nessuno può accedere all’altra parte. i ragazzi sono gli unici fertili e devono garantire la prosecuzione della specie umana, gli adulti lavorano per produrre cibo. quando i ragazzi divengono adulti passano all’altra parte.

Un mondo post atomico, post guerra, post tutto, senz speranze, solo con gli istinti primordiali di sopravvivere e riprodursi, ma un giorno arriva un uomo fra i ragazzi a portare una speranza in qualcosa di diverso, qualcuno che fa riscoprire l’umanità e l’anima alle nuove generazioni per le quali, forse, non è troppo tardi.

 

capture2 (13)

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su marzo 11, 2015 in Uncategorized

 

Tag: , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: