RSS

VISITA AL PLANETARIO

27 Dic

VISITA AL PLANETARIO

index

Quando si raggiunge una certa età, come l’aveva raggiunta Saverio, si fa sempre qualcosa non per il gusto di farla, ma per aspettare, per fare passare il tempo, magari in attesa dell’ora di cena, dell’ora di andare a dormire, aspettando la domenica, poi il lunedì, l’estate, il Natale, aspettando, però, alla fin fine il momento definitivo in cui tutto ciò avrà un termine.
Quale fosse la sua età, aveva preferito scordarselo perfino lui: tanto aveva poca importanza; gli anni erano abbastanza per essere in pensione e per poter entrare al cinema con lo sconto.
Ad altro non serviva contarli, se non a farsi del male.
PLANETARIO CIVICOQuel pomeriggio aveva deciso di recarsi al planetario; era stato indeciso se farlo o meno, perché l’ultima volta, due anni prima, c’era andato con la sua Federica: dopo pochi giorni il suo piccolo, grande cuore l’aveva abbandonata e il ricordo di quell’ultima volta insieme gli bruciava ancora.
Lei era stato il primo e unico amore della sua vita, era stata la sua prima amante quando avevano entrambi quindici anni, anche se la bellezza di quei momenti l’avevano scoperta entrambi solo molti anni più tardi.
Poi erano venuti i loro due figli, cresciuti troppo presto: subito dopo, quasi, aver smesso i pannolini.
Al momento in cui avrebbero potuto goderseli, entrambi erano, invece, andati via: i master all’estero, il lavoro in un’altra città, le visite sempre più rare, una telefonata ogni tanto, con la fretta di una seccatura, una formalità da sbrigare senza voglia di farlo, per non sentire sempre le lagnanze dei due vecchi: “Quando venite? Quando ci portate i nipoti? Perché non telefonate più spesso”.
O le minacce: “Se preferite veniamo noi, anche se siamo vecchi…”.
Ci sarebbe mancato solo quello! Due vecchi fra i piedi, con tutto quello che c’è da fare… e magari vederli arrivare carichi di cianfrusaglie inutili per loro e i ragazzi, cose delle quali non avevano bisogno, mentre avevano bisogno solo del proprio tempo che non era mai sufficiente per i loro impegni professionali.
A malapena erano venuti al funerale della madre, ma lasciando a casa i figli, per non turbarli, avevano detto, giustificandosi.250x250_rapporto-nonni-e-nipoti
Poi, dopo la cerimonia erano spariti di nuovo e da allora avevano fatto a malapena un paio di telefonate.
Era un pomeriggio d’inverno e a Saverio era tornata la voglia di andare ad aspettare l’ora di cena al planetario, nonostante la neve, nonostante il freddo.
Da ragazzo era il suo luogo preferito, fino da quando c’era stato condotto la prima volta dall’insegnante di scienze del ginnasio.
Anche in questo caso, però, ne aveva scoperto la vera bellezza solo molti anni più tardi.
Ogni tanto ci ritornava e ogni volta si stupiva, si emozionava e commuoveva per la grandezza sconvolgente e misteriosa e la bellezza dell’universo.
Quel giorno d’inverno, poi…
Chissà perché il sole, le stelle, i pianeti, gli ricordavano il seno, i fianchi della sua Federica: anche loro erano un mistero e una bellezza superiori alla comprensione umana.
Quel pomeriggio c’erano delle scolaresche, ma lo lasciarono entrare ugualmente, tanto il posto c’era e il posto che occupa un vecchio è così poco!
Il conferenziere iniziò la descrizione di ciò che si vedeva sulla volta dell’edificio con fredda professionalità, con la noia di chi ripete sempre le stesse cose e non le apprezza più per la loro bellezza, come, forse, era anche per il cicerone del Louvre davanti alla Gioconda.
Invece per Saverio era sempre un’emozione nuova.
planetariomilanoPensò a cosa c’era al di là di quel cielo visibile ad occhio nudo, a quello più ampio che mostravano i telescopi, e poi quello che neppure i telescopi vedevano e poi quello che c’era ancora più in là e ancora, ancora e ancora…
Come sempre a questi pensieri ebbe una leggera vertigine, anzi, questa volta il capogiro era molto più forte, tanto da farlo star male.
Cominciò a piangere silenziosamente di commozione, di paura e sgomento.
Le stelle, invece che Orione il grande cacciatore o il toro, sua vittima, sembravano comporre sulla volta il viso dolcissimo della sua Federica.
Qualcuno dei presenti scoppiò una bolla fatta con la gomma da masticare, qualcun altro ridacchiava, mentre un ragazzo e una ragazza si baciavano con la complicità del buio.
Nella voce del conferenziere cresceva l’irritazione, ma tutto sembrava allontanarsi dal mondo di Saverio.
Lui viveva quei momenti a suo modo, pensava ad altre cose, diverse da quelle freddamente scientifiche illustrate da quell’uomo antipatico.
Un ragazzo puntò una penna laser sul soffitto, alcuni risero, le luci si accesero e fu intimato al colpevole di consegnare la sua arma, pena la sospensione della lezione.
Poi tutto rientrò, il sole artificiale tramontò di nuovo e migliaia di stelle tornarono ad accendersi tutto intorno, disegnando misteri e figure note ed ignote.
Improvvisamente tutto sembrò scomparire: c’erano solo lui, l’immagine della donna che aveva amato e non aveva mai cessato di amare, l’immensità del firmamento.NONNO
Saverio piangeva, senza ritegno; pensò che fra breve sarebbe stato lui stesso parte di quel mistero infinito, ma che in quella vastità non sarebbe mai più riuscito a ritrovare la sua donna.
Il cuore accelerò, il capogiro gli offuscò la vista, poi il battito rallentò e cessò definitivamente.
I ragazzini scherzavano felici per quella giornata in cui avevano saltato le lezioni a scuola, il conferenziere ripeteva all’infinito dati e numeri e, nel buio della notte artificiale, nessuno si accorse di quel piccolo uomo morto, col volto rigato di lacrime, l’unico che aveva capito ed ora, certamente, sapeva.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su dicembre 27, 2014 in Racconti

 

Tag: , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: