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SE IL MIO CANE AVESSE LE ALI

16 Lug

Voglio ancora rivolgere un appassionato ricordo a chi, unico, mi è stato compagno incondizionato per la parte centrale, o forse quella finale, della mia vita, una vita che ora è profondamente cambiata.

Forse qualcuno penserà che i fatti miei in mezzo a dei racconti non ci dovrebbero stare, e invece questo è un racconto ad un tempo meraviglioso e terribile e se qualche lettore ha un cane forse capirà ciò che intendo dire, altrimenti si accontenti degli altri trenta racconti e mi perdoni queste pagine: ormai mi sono abituato a dovermi scusare sempre e comunque.

* * *

Se il mio cane avesse avuto le ali non sarebbe mai volato via: lui non si è mai allontanato da me, dalla stanza dove ero in quel momento, a meno che non fossi io a rinchiuderlo, ad esempio, in cucina perché c’erano ospiti o perché avevo alunni a ripetizione.

Non che lui fosse un pericolo per nessuno: non mordeva, non ha mai morsicato nessuno tranne un paio di minacce a due persone che, a suo vedere, ed aveva ragione, lo meritavano: il veterinario e il toelettatore o, detto in parole povere, tosacani. In diciotto anni (!!!) avete capito bene, diciotto anni, una vita lunga dal suo punto di vista, ma breve, troppo, dal mio, mai un solo giorno siamo stati lontani, non c’è stata una sola notte che non abbia dormito acciambellato in fondo al mio letto o sul tappeto di fianco al letto in estate, quando faceva troppo caldo per entrambi… ma torniamo a dove tutto è iniziato.

Era in millenovecentonovanta, l’anno in cui stetti male.

Era la prima di una delle tante depressioni, di tante fasi dolorose della mia vita, di cui l’ultima, il culmine, è stata la sua perdita. In passato avevo già avuto un paio di altri cani, e anche un gatto, un coniglio e poi pesci e uccelli e tartarughine, ma io sono un uomo – cane, vale a dire uno desideroso solo di amare e di essere amato, uno che se gli fai una carezza non te lo levi più di torno.

Decisi allora, dopo sette anni dal dolore dell’ultima perdita di un amico peloso, avvenuta, però, in un’epoca in cui avevo avuto il conforto di mio padre e mia madre che mi avevano aiutato a sopportare il dolore (perché questo, se è vero, non lo si supera mai da soli), di fare un nuovo tentativo: in quella fase della mia vita, con mia madre mancata da pochi anni, avevo di nuovo bisogno di dare e avere amore, di occuparmi di qualcuno e di avere qualcuno che si occupasse di me, mi ascoltasse, mi vedesse, magari, piangere senza dire nulla se non: “Sono qui per te, non sei solo”  e questo un cane lo sa dire, gli basta uno sguardo.

Per me il cane per antonomasia è il barboncino, forse perché era la razza del mio primo amico, quando ancora ero troppo piccolo per capire quale enorme dono sia l’amicizia di questi animali (anche se mi da fastidio chiamarli così, ma del resto ci sono animali amici e persone  – bestie), così mi ero fissato sulla ricerca di un cucciolo di taglia nana, possibilmente di color grigio o albicocca.

Di negozi o allevamenti neanche a parlarne: erano fuori dalla mia portata economica, così provai al canile: nulla, solo cani adulti, di grossa taglia e, francamente, brutti. Provai allora la rifugio del cane vicino all’idroscalo e qui conobbi Biscotto che mi lasciò un grande dispiacere dentro.

Appena entrai, questo cane del colore di un boxer (color biscotto, appunto), ma col muso meno schiacciato e più o meno di quella taglia, mi arrivò di soppiatto alle spalle, mi piazzò le zampe sulle anche, la testona sotto ascella e non mi lasciò fino a che rimasi là dentro; vidi altri cani, vidi la stanza dei cuccioli, dei quali il più piccolo era il doppio di lui, ma lui non scese mai dai miei fianchi e dalla mia maglietta bianca, prima del suo intervento e mi ripeteva (sì, perché io i cani li capisco quando mi parlano): “Che cerchi a fare? Ci sono io, ti ho scelto, quindi andiamo”.

Povero, dolce Biscotto! Troppo grosso e troppo adulto per me. Me ne andai con un groppo in gola e non l’ho mai dimenticato. C’erano ancora la mia depressione e Secondamano.

Acquistai il giornale e consultai la rubrica “Animali e accessori”, ma non trovai ciò che cercavo, se non le solite pubblicità di allevamenti o le offerte di animali con pedigree, quindi carissimi.

Allora misi io un annuncio.; mi rispose un signore di Bergamo (la mia città natale), offrendomi un barboncino cucciolo, nano, però nero. Mi invitò ad andarlo a vedere, senza impegno; partii un sabato pomeriggio col treno, poco convinto e, ovviamente, tornai con lui.

Mi attendeva con la madre e il proprietario alla stazione e, appena presolo in braccio, m’infilò il naso in un orecchio. Aveva tre mesi, era un batuffolo di bambagia: potevo lasciarlo tornare indietro? Pagai, feci il biglietto anche per lui e tornai a casa.

Da allora non ci lasciammo mai, cominciò la nostra avventura comune. In realtà non abbiamo mai avuto grandi avventure, ma l’amore reciproco è di per sé una meravigliosa avventura.

Ci furono i momenti brutti: una sua malattia che mi fece temere di perderlo dieci anni prima del momento in cui mi lasciò in realtà, la scomparsa di mio padre, che io trovai agonizzante a terra al ritorno dal lavoro e lui era lì accanto a fargli compagnia.

Lui non fu mai cattivo con me, io lo fui, invece, con lui, sì perché quando siamo nervosi, arrabbiati, ci sfoghiamo su chi più amiamo; così a volte io gli urlai contro e lui mi guardava con aria interrogativa: povero Pepe, avevi ragione tu, come sempre, ma subito mi perdonavi e io mi pentivo, ma non potevo chiederti scusa, allora magari andavo in bagno a piangere in silenzio.

Pensavo di essere infelice con i miei guai e tutti  i miei casini, e invece ero fortunato, non sapevo quanto e lo avrei scoperto troppo tardi.

Avevo te, questo avrebbe dovuto bastare a dare un senso alla mia vita, quello che ora si è smarrito.

Dovrei ringraziare non so quale entità per quei diciotto anni: pochi sono stati così fortunati ad avere un compagno fedele così a lungo, ma invece no, non è mai abbastanza, non è mai il momento.

Ora accorcerò io tempi: quello che ci siamo detti, quello che abbiamo vissuto riguarda noi e solo noi.

Della sua fine, di quello strazio che ancora dura e non accenna a spegnersi non voglio parlare.

Molti, “dopo”, mi suggerirono di sostituire il mio Pepe con un altro amico, che mi avrebbe fatto bene, no! Preferisco questo dolore senza fine.

Ho detto che ora, vivendo solo, non posso prendere un cane ed abituarlo a stare solo, magari, per l’intera giornata.

Ho addotto il motivo che in prospettiva sono già troppo in là con gli anni per pensare tra tredici, quindici, magari diciotto anni di scendere cinque volte al giorno, magari con la febbre, magari alle undici e mezza di sera d’inverno con qualche grado sotto zero, ma tutto ciò si supererebbe, pagando qualcuno che salga ad accudirlo  quando non rientrassi a mezzogiorno, quando fossi malato…

No, la realtà è che non sopporterei lo strazio delle visite dal veterinario dello svegliarmi di notte per vedere se sta bene, soprattutto quello di perderlo, prima o poi e di rivivere questo lungo incubo doloroso.

Ancora di più non concepisco l’idea che un così grande amore si possa sostituire: questo glielo devo, per  i suoi silenzi e l’abbaiare di gioia, per i suoi giorni tristi perché io ero nervoso e per i suoi sorrisi quando giocavamo insieme, per le carezze che gli ho dato e quelle che non ho fatto in tempo a dargli.

La storia è finita:: è stata una meravigliosa avventura e una stupenda storia d’amore e mi spiace per chi non lo capisce o non lo può concepire.

Potrei uccidere colui che mi dicesse: “In fondo era solo un cane…”

Sì, perché se il mio cane avesse avuto le ali, non sarebbe stato un uccello, ma un angelo!

E voglio credere che ora stia  giocando proprio con loro.

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23 commenti

Pubblicato da su luglio 16, 2011 in Racconti

 

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23 risposte a “SE IL MIO CANE AVESSE LE ALI

  1. Eleonora

    luglio 28, 2011 at 11:28 am

    Non ho mai letto parole così vere… emozionanti…
    I nostri amici ci rendono la vita piena di tutto e quando “devono” andare via non riusciamo a farcene una ragione…
    Anche io sono legata profondamente alla mia cucciola anche se so che tra poco mi lascerà perché ha un grave tumore… E ancora oggi, quando la guardo mentre sta sul suo lettino, mentre fa la flebo e io la guardo con gli occhi pieni di lacrime lei mi guarda quasi dicendomi “non essere triste, non piangere” …e io vorrei spaccare il mondo ma non posso fare nulla…
    Ma voglio sperare anch’io che se un giorno la mia cucciola avrà le ali starà lì a giocare con gli angeli…

     
  2. Nim Tara

    luglio 28, 2011 at 11:37 am

    Ciao!
    Ho letto il tuo racconto e ti capisco perfettamente.
    Sono venuta al mondo e nella mia vita c’era già un cane, Pucci, mezzo volpino mezzo bassotto.
    Scomparso nel nulla quando avevo solo cinque anni per motivi che nessuno ha mai voluto dirmi, sono rimasta senza un amico peloso fino ai dieci anni. Mia madre, volontaria al canile di Rubano (Padova), portò a casa Lilly, una bastardina maltrattata fin da cucciola. E’ stata la mia migliore amica per 14 anni, e dopo il dolore per la perdita (morta per tumore all’utero), ho giurato che non ci sarebbe mai stato nessun altro cane, per rispetto nei suoi confronti.
    Altri 5 anni, passati a tornare a casa senza un amica che mi salutasse scondinzolando, che mi ascoltasse nei momenti peggiori, che fosse sempre lì per me.
    Ma il destino ha deciso che dovevo avere una nuova amica meticcia: Nala. Non avevo mai avuto un cucciolo, ed è stata dura. Forse sono una “mamma” troppo apprensiva, ma dopo due anni penso che non potrei mai stare senza di lei. Lilly è sempre con me, non verrà mai dimenticata. Le sue ceneri sono conservate nel salotto, in un altarino tutto suo. Nala è diversa, alla fine l’ho capito e sono convinta che Lilly mi capisca, ovunque essa sia ora.

     
  3. liz

    luglio 28, 2011 at 11:40 am

    Hai ragione: chi non ha un cane non può capire quanto può dare. E sono certa che i cani vadano in paradiso, lo ha detto un santo, Giovanni Paolo II, e delle sue parole ci si può fidare. Però tu che adesso sai, che ora hai capito, pensa a quanti altri amici fedeli potresti trovare magari all’angolo della strada o davanti a un cassonetto. Quanto amore ancora potresti dare e più ancora ricevere. Pensaci, l’amore non è mai abbastanza. E Pepe non si sentirebbe tradito ma anzi ti sarebbe grato per aver aiutato un suo fratello.

     
  4. Leo

    luglio 28, 2011 at 11:42 am

    Ho le lacrime agli occhi….l’amore che provi per il tuo cane è qualcosa di unico e, non è la morte che vi ha separato!

     
  5. rossella

    luglio 28, 2011 at 11:49 am

    mi ha fatto commuovere la tua storia e sentire la tristezza nelle parole dove si percepiva il dolore ke provi tutt’ora , e l enorme vuoto ke mai nessuno ti colmerà … io amo gli animali ❤ sono una fonde di bene danno tanto senza mai chiedere nulla in cambio.. spero solo ke un giorno quando non ci sarò piu su questa vita terrena loro saranno li ad aspettarci per guidarci come anno sempre fatto.. e ci tengo a dire che odio tutte le persone che dicono ke gli animali no anno un anima, loro la anno ed e piu bella della nostra

     
  6. Malvina Iuliano

    luglio 28, 2011 at 12:34 pm

    Io posso capire il tuo dolore,la mia cucciola se ne andata dopo solo10 anni questo natale,quello che mi ricordo e che era lei che mi confortava mentre stava molto male…….
    Non la potro’ mai dimenticare mi è stata vicina come nessuno ha fatto mai e ora sono sola…………..
    La cosa brutta è che,non puoi dirlo perchè ti prendono in giro e ti dicono la solita frase”era solo un cane”,ma per me non era solo un cane.ERA TUTTO IL MIO MONDO.
    SARA NON TI DIMENTICHERO’ MAI.

     
  7. Rosy

    luglio 28, 2011 at 1:20 pm

    Mamma mia….Io t capisco e anche bene…io avevo un volpino ke a vissuto 15 anni,ed è morto 3 anni fa.Praticamente quando i miei l’hanno comprato io avevo pochi mesi…..E Quindi figurati è stata come per me una sorella gemella. Quando è andata via per me è stato un brutto periodo…..anche preso mal. sn stata ricoverata in ospedale perchè nn mangiavo più ed il mio corpo si stava “asciugando”…Ma dopo 3 anni ancora la penso e nn la dimenticherò mai….

     
  8. Anna

    luglio 28, 2011 at 3:36 pm

    Ho un cane e capisco…magari prenderne un altro sarebbe solo continuare ad amare senza dimenticare…ma dare l’oppurtunità a lei e al suo nuovo animaletto di non stare soli e poter contare su un amico….ci pensi potrebbe esserle d’aiuto….saluti

     
  9. Vincenzo Di Cecco

    luglio 28, 2011 at 7:08 pm

    Comprendo è capisco il tuo amore per gli animali, sono più di 20 anni che allietano la mia casa, prima Argo che ho visto morire, adesso Zeus, un vero monello, ma che mi riempe di gioia. Anche per essi esiste una preghiera: “Padre Celeste,benedici tutte le cose che hanno vita,difendile dal male e falle dormire in pace”. Si perche gli animali sono equiparate a cose. Un saluto affettuoso.Vincenzo Di Cecco per un pò di giorni tuo paziente della posturale.

     
  10. Alessandro

    luglio 28, 2011 at 11:20 pm

    incredibile…..le tue parole e come se mi avessero letto nel cuore….sono gli stessi sentimenti che provo per il mio Spank che purtroppo non vive con me ma con la mia ex moglie (anche se posso vederlo tutte le volte che voglio)….la cosa piu brutta che mi e capitata e stata incrociare il suo sguardo mentre uscivo da casa quando mi sono separato…..e lui era li seduto che mi guardava quasi sapendo tutto e dicendomi “dove vai???”….capisco a fondo tutti i tuoi sentimenti e sono sicuro anzi ne sono certo che il tuo Pepe ora ha le ali da angelo…..ma sappi che anche lui e stato fortunato a trovare un amico umano come te che gli ha donato una vita onorevole e rispettosa che meritava…..anche tu se avessi le ali saresti un angelo credimi…..e mi piace pensare che questo mondo non sia definitivamente perduto fin quando ci saranno persone come te….un sincero abbraccio Alessandro

     
  11. sara

    luglio 29, 2011 at 11:25 am

    Mi sono commossa!!! E ti capisco pienamente…
    Da quando anche io ho accanto a me la mia dolcissima Maya, come accade per tutte le cose a cui teniamo di più, spesso mi capita di pensare a come potrebbe essere vuota la mia vita quando Lei non ci sarà più!!!
    E la sensazione più ricorrente è quela di un enorme senso di colpa al solo pensare di sostituirla poi un giorno quando mi lascerà!!!
    I cani sono esseri speciali capaci di riempirci la vita e di lasciare poi un grande vuoto quando vanno via!!!
    Ti sono nel cuore!

    Sara e Maya…

     
  12. lampur

    luglio 29, 2011 at 11:52 am

    Mi dispiace molto per la tua perdita.

    Tempo fa lessi questa poesia, che io trovo bellissima.
    Te la posto… Adattala ovviamente al tuo caso… Sperando possa aiutarti a lenire il tuo dolore e a permetterti di aprire, un domani, il tuo cuore a qualcun altro.

    NON PIANGERE PER ME

    Non sono scomparsa, mi sono solo nascosta nel tuo cuore come eterna dimora.

    L’amore vigila e pur nel sonno veglia.

    NON PIANGERE AMICA CARA, compagna di vita, sorella e madre.

    Quando il dolore è troppo forte sono i silenzi a parlare .

    Avrei voluto avere voce quell’ultimo giorno,

    quando i tuoi occhi ricolmi di lacrime mi bagnavano il pelo e la tremante mano si posava sul di me inerme, per poi chiudersi in un pugno di rabbia.

    NON PIANGERE COMPAGNA MIA ,

    che ti sei riempita l’anima di freddi inverni,

    mentre il mio sguardo cercava quell’ultimo saluto.

    Tendo le orecchie al vento, ora che spazio nell’infinito,per carpirne il tuo lamento

    La primavera mi ha portato con sé, ma il cuore resta nel petto di colei che ho amato.

    Avrei voluto essere il tempo, per fermarmi accanto a te, nell’eterno attimo che ci ha divisi.

    Ora il cielo è la mia casa e tra palazzi di immense nubi, spio il tuo passo smarrito e solitario

    Ho ancora vivo nel cuore lo sguardo, di quando la malattia, te lo rendeva triste, ma tu sorridevi per me, perché quel sorriso mi tenesse sveglia.

    Quanta tenerezza amica cara mi son portata via, la valigia l’ho riempita di speranza, perché il cuore l’ho lasciato a te, per tenerti compagnia.

    Ed io ti porto nel cuore perché so che in qualche angolo, attenta, odi ancora il mio abbaiare.

    Quanta felicità abbiamo raggiunto insieme e quanto passato abbiamo calpestato perché non tornasse piu’ a bussare alla porta lasciandoci in dono malinconie e amarezze.

    Due anime unite dallo stesso amore. Due anime unite per scacciare il male.

    Quanta gioia hai regalato al mio cuore,

    Non mi dimenticare amica cara, che hai speso la vita dispensando sorrisi nei domani di felicità, ora asciuga le lacrime,e siedi accanto alla gioia e dalle il mio nome.

    NON PIANGERE COMPAGNA DI VITA,

    il nostro tempo ci ha uniti al sempre , e se la sera rinchiusa nel tuo dolore cerchi il mio passo, volgi gli occhi al cielo, io sarò lassù e ti accenderò la notte.

    NON DISPERARE PER ME, AMICA CARA,

    lascia che i tuoi occhi rivivano la gioia,

    perchè ciò sei stata e cio’ devi restare.

    Il cammino insieme ci ha fusi in un profondo abbraccio e io lassù, seduta tra le nubi attendo oltre il cancello del cielo, quell’attimo di ricongiunta felicità che ha la profondità dell’infinito.

    Dolce era il mio nome e dolce resti tu per me.

    Oltre i pensieri che corrono inseguendo il garrire delle rondini che mi insegnano la via.

    E’ in questa pace dove vivo, che spesso la malinconia mi assale, e allora affacciandomi tra le nuvole cerco nel buio la luce della stanza che come fiaccola ardente riaccende il tuo dolce viso che rivedo triste e smarrito.

    E’ l’assenza che ti ha spezzato il cuore, eppure so vederti e ascoltare il tuo respiro e in quel silenzio tu non puoi sentire.

    MAMMA CARA,

    non piangere per me, il paradiso dei miei giorni è circondato da ricordi…….sono ancora la cucciola che le tue forti mani hanno raccolto…. un giorno.

    Non disperare nel cercarmi, mi sono solo allontanata per avere tempo di preparare la strada dell’incontro. Petali di rosa ho seminato nel cammino, profumi soavi ho preparato per te

    Sono lontana adesso, eppure ogni notte mentre dormi, scendo accanto a te e con la mia zampetta, sfioro ancora i tuoi capelli, come facevi tu con me quando ci rincorrevamo nel vento.

    NON PIANGERE PER ME SORELLA MIA,

    che mentre ti parlo vedo il tuo viso cercarmi tra le foto della stanza. E’ il ricordo d’amore che ti lacera il cuore.

    NON PIANGERE PER ME, MAMMINA CARA

    non lasciare che il dolore ti chiuda il cuore, ma disperdilo nell’aria, affinchè possa tornare domani , vestito di gioia.

    Non disperarti per la mia assenza,

    riempi il vuoto con l’amore.

    VAI AMICA CARA,

    domani,

    lascia il ricordo nel cassetto e apri il cuore ad un fratello.

    Lui starà con te, nelle sere e nei giorni della vita, non sarò io, che nell’universo dei pensieri, mi cullo nei ricordi, ma i suoi occhi vedranno anche per me, perché gli occhi di un cane hanno sempre la stessa profondità, arrivano dritti al cuore. Per viverci e morire.

    CIAO MAMMINA CARA,

    domani saremo insieme e mi racconterai la vita di quel fratello che hai salvato per me, delle carezze che hai lasciato posare su quel pelo così uguale al mio.

    Va da lui ora, stringilo forte e se il tuo cuore riuscirà ad aprirsi, lascia entrare quello sguardo d’amore, perché quegli occhi che ti amano, sono i miei che non sanno dirti ADDIO.

     
  13. Angela Pennacchio

    luglio 29, 2011 at 11:57 am

    parole più belle io stessa non sarei stata capace , forse , di trovare per esprimere gli stessi sentimenti , le stesse emozioni ….. Un dubbio mi pesa un pò meno : è possibile arginare il dolore , che si porta dentro , scegliendo di farsi un nuovo amico ??? GRAZIE GRAZIE GRAZIE !!!!

     
  14. gig61

    luglio 29, 2011 at 12:10 pm

    Il mio Nino ha 17 mesi…e’ il mio primo amico fedele, …in qst primi mesi del nostro convivere…mi ha dimostrato molto di piu’ di quello che un qualsiasi umano ha provato x me in 50 anni (tranne mia madre e mio padre), grazie Marco per la lacrima di commozione che mi hai strappato.

     
  15. Marti

    luglio 29, 2011 at 1:45 pm

    Io sto studiando per diventare un veterinaria e tra un po’ il mio percorso finirà…ma non riesco a tuttora, nè credo riuscirò mai, a sostenere quel dolore che ti crea vedere un cane soffrire e non poter far niente aiutarlo..non sono cani miei, ma lo sguardo è sempre lo stesso ed il senso di colpa è sempre lo stesso, lo stesso che provo nei confronti del mio Buk morto x una diagnosi tartdiva che avrei potuto fare molto prima; ed è lo stesso senso di colpa che provo quando urlo contro l’altra mia compagna di vita..Iride, ed è verissimo ci sfoghiamo delle nostre sofferenze su chi amiamo di più, ed il fatto che ti perdonino ogni volta, senza nemmeno capire, ti fa soffrire ancora di più…non tutti gli esseri umani riescono a provare certe cose nei confronti degli animali e non possono capire..Non dire “è solo un cane” perchè in realtà è una creatura stupenda che non sarà mai sostituibile, è un essere migliore di tutte le persone, quasi tutte, che conosco…io credo di essere una persona cattiva perchè non riesco a soffrire x le persone come per gli animali, perchè credo che le persone spesso non si meritino niente..un cane se lo guadagna sempre il tuo affetto, lo guadagna con il suo affetto nei tuoi confronti…è terribile perdere un amico così e credo che i sensi di colpa non se ne vadano mai…però non potrei mai pensare alla mia vita senza cani, semplicemente non sarebbe vita…
    Un abbraccio…..

    Marti

     
  16. Moira Farnesi

    luglio 29, 2011 at 5:58 pm

    Anche io ho un cane, un metticcio che fra qualche mese compira 19 anni! fa parte della famiglia e tutti gli vogliamo un gran bene. lo sappiamo che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo che sta con noi, ma non siamo preparati. Riusciamo solo minimamente ad immaginare la sofferenza che vivremo quando il nostro piccolo Birillo se ne andrà nel paradiso degli animali. Abbiamo avuto altri due cani, ognuno con la sua storia e il suo carattere. Anche per loro abbiamo sofferto, soprattutto perché la crudeltà dell’uomo non gli ha fatti arrivare alla vecchiaia. Il primo ucciso con il fucile dal padrone di una cagnetta perché non voleva che andasse con lei (peccato che a quei tempi non c’erano leggi che tutelavano gli animali, altrimenti se ne andava in galera!)e il secondo avvelenato. Il mio Birillo sa quanto gli vogliamo bene e nonostante gli acciacchi ancora ha la forza di stare con noi e a volte credo che non si lasci andare perché non ci vuole far soffrire. Birillo, come Roby e Spenky, rimarrà sempre nel mio cuore e vivrà in me!

     
  17. Moira Farnesi

    luglio 29, 2011 at 6:01 pm

    Anche io ho un cane, un metticcio che fra qualche mese compira 19 anni! fa parte della famiglia e tutti gli vogliamo un gran bene. lo sappiamo che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo che sta con noi, ma non siamo preparati. Riusciamo solo minimamente ad immaginare la sofferenza che vivremo quando il nostro piccolo Birillo se ne andrà nel paradiso degli animali. Abbiamo avuto altri due cani, ognuno con la sua storia e il suo carattere. Anche per loro abbiamo sofferto, soprattutto perché la crudeltà dell’uomo non gli ha fatti arrivare alla vecchiaia. Il primo ucciso con il fucile dal padrone di una cagnetta perché non voleva che andasse con lei (peccato che a quei tempi non c’erano leggi che tutelavano gli animali, altrimenti se ne andava in galera!)e il secondo avvelenato. Il mio Birillo sa quanto gli vogliamo bene e nonostante gli acciacchi ancora ha la forza di stare con noi e a volte credo che non si lasci andare perché non ci vuole far soffrire. Birillo, come Roby e Spenky, rimarrà sempre nel mio cuore e vivrà in me!

     
  18. backlinks

    agosto 16, 2011 at 1:26 am

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  19. virginia scorrano

    agosto 17, 2011 at 5:18 pm

    capisco in pieno quello che provi…..lo vissuto sulla mia pelle con la mia piccola stefania…purtroppo morta troppo presto dopo 7 anni per un tumore e ancora oggi mi fa male pensare i suoi ultimi giorni,troppo male chi non mai avuto il loro amore non ci puo capire,,ora ho luna di quasi due anni ma non dimenticherò mai la mia piccola stefy perchè lo penso anch’io che sono angeli e non solo cani…come la pensano in tanti purtroppo.

     
  20. rosaria

    settembre 27, 2011 at 1:31 pm

    Ho un cane, ha 11 anni è un setter e…tutti mi dicono che prima o poi, più prima che poi, morirà. Lo amo profondamente, di un amore che , hai ragione tu, chi non ha mai avuto un cane non può capire. Sa sempre quando c’è in me qualcosa di diverso, se sono triste o allegra, se sono nervosa ed è l’unico essere vivente al mondo che riesce ad adottare sempre l’atteggiamento giusto. La prima cosa che faccio al mattino è accarezzarlo e l’ultima prima di andare a dormire è dirgli buona notte. Non parla ma è come se lo facesse, ormai tra noi c’è un’intesa così forte che le parole sembrano inutili. Il nostro hobby è la corsa…facciamo delle splendide corse insieme, corriamo per 4-5 Km al giorno tra pause e giochi, anche se tra poco dovremo ridurre i Km, visto che al ritorno è sempre col fiato corto. A volte gli parlo, gli confido i miei problemi e le mie ansie e lui si mette lì seduto ad ascoltare colla sua splendida testolina chinata di lato, gli occhietti dolci e le orecchie pelose attente.
    Non so come farò quando morirà, non potrà essere sostituito da nessun altro cane o peloso di qualsiasi genere, ma comunque credo che poi prenderò un altro cane e non per sostituire Diabolik, ma perché sicuramente ci sarà un altro essere vivente che potrà donarmi tanto tanto amore.

     
  21. Anna Maria

    dicembre 18, 2011 at 3:43 pm

    Solo chi non ha mai avuto animali può non comprendere il profondo legame che si crea con loro; quando basta uno sguardo per invitarli al gioco o al silenzio, quando vengono a strofinarsi a noi percependo un nostro malessere, cercando di consolarci, quando stiamo male e si accoccolano sul letto non rendendosi magari conto che non sono esattamente microscopici e che quel letto lo occupano per quasi la metà.
    Solo chi non ha mai amato gli animali può non capire cosa significa perderli, dopo magari averli svezzati con un biberon, svegliandosi nel cuore della notte per sentire il loro cuore cucciolo.
    E quel che è più brutto è che chi non ha mai amato gli animali spesso non è neppure capace di amare né se stesso né gli altri uomini.

     
  22. patrizia

    dicembre 19, 2011 at 8:49 pm

    lo sai cosa penso e te lo avevo già detto
    prendi un povero sfortunato sofferente in un canile tu che sai cosa vuol dire il dolore
    e sarete felici in due non ha sento rosolare in una sofferenza che non porta da alcuna parte e fa pensare ad una sottile vena masochista
    le belle parole sono solo parole e volano via senza neanche le ali
    io credo solo ai fatti
    credimi sareste felici in due
    ma ci vuole coraggio

     
  23. Sabrina

    febbraio 22, 2012 at 8:13 am

    Grazie per aver avuto l ‘amore di raccontare… La tua meravigliosa storia d’amore con il tuo PEPE ti sono vicina e condivido il tuo pensiero. Io ho due amori grandi che chiamano cani ma per me sono meglio ma alla grande di tante persone… Loro AMANO CON Il CUORE! Ciao amico

     

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